
Fritole veneziane, dolci fritti tradizionali del carnevale di Venezia
Si dice che le fritole (o frittole) veneziane o le ami o le odi. Io decisamente faccio parte del primo gruppo. Come è possibile il contrario? Dei bocconcini dolci lievitati, soffici, profumatissimi e arricchiti di uvetta e pinoli. Da mangiare belli caldi, sporcandosi le dita, davvero uno tira l’altro.
Sono stata a Venezia due volte. La prima da bambina con la mamma, una vacanza che ricordo in modo vivido e di cui conservo gelosamente ogni momento. Sono certa che è stato in quei giorni che il mio terrore per gli uccelli si sia mostrato pubblicamente. Avevo forse sette anni e già mi meravigliava la stupidita umana: il senso di farsi fotografie con dei piccioni appollaiati addosso qualcuno me lo spiega?? Cose di matti! 🤦♀️
La seconda volta, a fine gennaio 2020 (esatto, qualche giorno prima che il mono scoprisse il vero significato della parola pandemia), con Genny.
Della prima vacanza ricordo una vellutata marroncina che di certo non ho mangiato, da sempre, qualsiasi cosa prima di arrivare alla mia bocca deve superare il test vista e olfatto. Della seconda vacanza ricordo le frittole della Pasticceria Rizzardini (ma anche quelle della Pasticceria Ponte delle Paste e della Pasticceria Ballarin), ogni scusa era buona per addentarne una. In pratica, per quattro giorni ho campato di fritole veneziane.
Le tipiche frittelle veneziane hanno una dimensione che non supera i 4-5 cm di diametro e sono vuote. Preparate rigorosamente con una pastella di farina, uova, latte e zucchero, uvetta sultanina, pinoli, vengono poi fritte e servite con una spolverata di zucchero semolato. I frìtolai veneziani già nel rinascimento per strada in piccole baracche di legno friggevano le “fritoe venexiane“. Solo successivamente si diffusero in tutto il Veneto subendo leggere variazioni.
Ma ora basta chiacchiere, allaccia il grembiule, partiamo! 😉

Fritole veneziane, ingredienti e procedimento
Fritole veneziane, dolci fritti tradizionali del carnevale di Venezia
Ingredienti
Per l'impasto base
- 50 g di uvetta sultanina
- ½ bicchiere di rhum o grappa
- 120 g di latte vaccino
- 5 g di lievito di birra fresco
- 25 g di zucchero semolato
- 170 g di farina 0
- 1 uovo medio a temperatura ambiente
- 20 g di burro morbido
- 20 g di pinoli
- 1 limone non trattato (serve pochissima scorza)
- 1 pizzico di sale
Per la cottura e la decorazione
- 1 l di olio per friggere
- 4 cucchiai di zucchero semolato per decorare
Procedimento
- Versa il liquore in una ciotolina, aggiungi l’uvetta sciacquata e falla ammollare.
- Scalda leggermente il latte e scioglici all'interno il lievito, aggiungi lo zucchero, mischia e lascia riposare qualche minuto.
- Versa la farina in una ciotola grande, fai la fontana centrale e aggiungi l'uovo, il burro, i pinoli, pochissima scorza di limone, l'uvetta strizzata e il mix di latte e lievito. Mescola con una forchetta e aggiungi il sale. Dovrai ottenere una pastella densa, se necessario aggiungi un cucchiaio di latte o di farina. Copri la ciotola e fai lievitare in un luogo caldo (per me il forno spento) fino a quando il volume del composto non sarà raddoppiato, per me circa 2 ore.
- Porta sul fuoco una padella con abbondante olio, quando sarà ben caldo, con un cucchiaio preleva una porzione di impasto e con l'aiuto di un altro cucchiaio lascialo cadere nell'olio. Quando le frittelle saranno belle gonfie e scure, scolale con una schiumarola e adagiale su carta assorbente per far assorbire l'olio in eccesso. Ancora calde passale nello zucchero semolato e servile.

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Buona continuazione di giornata e buon fine settimana. Alla prossima ricetta.


